Artrosi: sedentarietà e sport, errori da evitare, prevenzione

Sono due le grandi categorie di artrosi: primaria, associabile ad origini genetiche ed ereditarie, e secondaria, legata a fattori di tipo generale, locale e traumatico.

Qualunque sia la causa, questa patologia degenerativa è caratterizzata da un’alterazione che interessa la cartilagine delle articolazioni sinoviali: queste cartilagini non sono più in grado di resistere in modo appropriato alle sollecitazioni causando così perdita di elasticità delle ossa, assottigliamento della cartilagine stessa con conseguenti dolore, rigidità delle articolazioni e limitazioni a livello funzionale.

A lungo andare, specie con l’avanzare dell’età, il dolore e la limitazione dei movimenti articolari provocati dall’artrosi, possono peggiorare la situazione fino a risultare invalidanti. Succede con l’avanzare dell’età ma può verificarsi anche a seguito di microtraumi o traumi sportivi (rottura di un menisco, una frattura) ed altri eventi a carico delle articolazioni.

Cosa fare per prevenire l’artrosi

E’ importante prevenire a tutti i costi l’artrosi riducendo ed eliminando i fattori di rischio, primo fra tutti la sedentarietà o l’immobilità articolare. Non trascurate il movimento che è vitale per il metabolismo fisiologico della cartilagine. Chi soffre di artrosi deve praticare un’adeguata attività aerobica, stretching (allungamento) lavorando sulla distensione e sul potenziamento muscolare.

Anche i massaggi decontratturanti possono attenuare il dolore e ridurre le tensioni muscolari.

Tutto purché non si resti inattivi, soprattutto nelle zone colpite, perché la sedentarietà non fa altro che irrigidire ancora di più le articolazioni, indebolire i muscoli fino a rendere la persona affetta da artrosi intollerante al dolore.

I quattro principali esercizi per combattere l’artrosi

Secondo gli esperti dell’American College of Rheumathology, quattro categorie di esercizi si rivelano particolarmente utili per combattere l’artrosi:

  • Esercizi di flessibilità a beneficio sia delle articolazioni sia dei muscoli, che puntano a migliorare la postura e la funzionalità riducendo il rischio di infortuni;
  • Attività aerobiche (camminata, bicicletta, cyclette, acquagym, tapis roulant) che spingono a mantenere in attività i muscoli maggiori, a rafforzarli migliorando la funzionalità muscolare, polmonare e cardiaca riducendo il peso del corpo, migliorando la salute in genere ed il sonno;
  • Esercizi di potenziamento muscolare che, rinforzando i muscoli, migliorano la funzionalità dell’articolazione e riducono la massa ossea;
  • Attività di consapevolezza corporea che servono a migliorare l’equilibrio, la postura, la coordinazione e la distensione muscolare.

Gli sport a rischio artrosi

Abbiamo parlato di sedentarietà e la mancanza di movimento come principale fattore di rischio per l’artrosi ma è necessario specificare che anche alcuni sport possono danneggiare le articolazioni, soprattutto se praticati in modo intenso.

Eccessivi e prolungati sforzi fisici possono essere fattori di rischio al pari della sedentarietà seppure per motivi diversi.

Quali sono gli sport più a rischio, in questo senso?

Calcio, ciclismo, corsa intensa, equitazione, scherma, ad esempio, sono attività fisiche che possono causare danni alle cartilagini delle articolazioni, specie quelle delle ginocchia e delle anche, la colonna lombare e cervicale.

Determinati sport praticati intensamente possono addirittura anticipare l’insorgenza dell’artrosi ad un’età giovanile (35-40 anni). Il calcio può provocare artrosi alla caviglia, all’alluce (detto, appunto, ‘alluce del calciatore’) o all’articolazione del ginocchio (come avviene nel ciclismo), a seguito di traumi e rottura del legamento crociato anteriore.

Anche l’equitazione, per la prolungata posizione in sella al cavallo, può essere responsabile di gonartrosi (artrosi del ginocchio) mentre la scherma è uno sport che favorisce l’insorgenza della coxartrosi (artrosi all’anca destra o sinistra, a seconda del lato più usato e sforzato durante l’attività sportiva).

La corsa produce microtraumi (per i balzi ripetuti) e questo incide a lungo andare sull’usura delle cartilagini del ginocchio.

Le attività sportive consigliate

Se alcuni sport possono incidere sull’insorgenza dell’artrosi, altri sono particolarmente consigliati per combatterla o rallentarne la progressione perché mantengono la muscolatura tonica ed assicurano una buona motilità articolare a patto che si limiti il sovraccarico articolare.

Stiamo parlando di sport come il nuoto, tutte le altre attività praticate in acqua, il golf, il ciclismo non agonistico, la camminata, lo yoga o il pilates.

Sovrappeso e obesità

Un altro fattore di rischio è il sovrappeso, peggio ancora l’obesità che crea un sovraccarico sulle articolazioni mettendo a dura prova le cartilagini ed accelerando il processo di usura.

Chi è in sovrappeso rischia di peggiorare la sua patologia artrosica, quindi risulta essenziale unire ad un’attività fisica mirata una dieta ipocalorica che favorisca il dimagrimento. Corsa e sovrappeso, ad esempio, non vanno affatto d’accordo: si rischia un carico eccessivo sulle articolazioni e problemi cardiaci.

Le gambe storte (valgismo o varismo) rappresentano un ulteriore fattore di rischio: la deformità favorisce l’insorgenza dell’artrosi a ginocchia ed anche.

Lesione della cartilagine

Un trauma nel ginocchio provocato da incidenti sportivi od altri eventi può compromettere seriamente la cartilagine (fino a lesionarla) come pure i tendini, i legamenti oppure i menischi: la conseguenza peggiore interessa il legamento crociato anteriore e posteriore.

La cartilagine riveste le articolazioni del ginocchio e serve a mantenere la regolare funzionalità delle stesse proteggendole da qualsiasi sollecitazione. Tra tanti traumi del ginocchio, i casi più seri di lesione della cartilagine meritano una particolare attenzione perché sono legati a danni e ad un’usura tale da provocare una vera e propria artrosi al ginocchio.

Per rimediare, bisogna ricorrere alla chirurgia mini invasiva per l’impianto di una protesi ginocchio totale o parziale (detta anche monocompartimentale).